Festa di Sant’Antonio Abate : tutti gli appuntamenti in Umbria

Il 17 gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate, monaco eremita universalmente noto come taumaturgo, cioè guaritore di malattie terribili e protettore degli animali

Vegliardo dalla lunga barba appoggiato ad un bastone a tau terminante con una campanella, è sempre accompagnato nell’iconografia cristiana dal maialino nero cintato, suo attributo iconografico. L’intercessione del santo sulle fatiche, la laboriosità del contadino, la benedizione del bestiame, del sale e del grano, sono gli aspetti portanti di questa festa con cui inizia ufficialmente il Carnevale.
Il culto di Sant’Antonio, ancora ben radicato nelle campagne umbre, terre di allevamenti, è festeggiato, tra l’11 e il 19 gennaio in molte località della regione.

Concerto in onore di Sant’Antonio Abate sabato 11 gennaio alle 21,15 presso il teatro Comunale di Gubbio.

Il 17, 18 e 19 gennaio a Cascia si potrà assistere alla festa delle tradizioni rurali della montagna, alla 39esima Rassegna delle Pasquarelle e alla VII edizione di “Tradizione, che Passione!” manifestazione dedicata alle tradizioni della civiltà contadina della Valnerina, che si apre con la festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, delle fatiche e della laboriosità del contadino.
Il programma prevede la Festa delle tradizioni rurali della montagna: contadini in attività allestiranno le strade di Cascia con “l’aia e lu pajaru”; ci sarà un Festival degli antichi mestieri con oltre 20 artigiani (il materassaio, la tessitrice, lo scalpellino, il fabbro, il cantastorie, i poeti a braccio, ecc), sarà allestito “Lu stazzu” (recinto per la mungitura delle pecore), dove i bambini potranno direttamente provare l’emozione di mungere; sono previsti anche i racconti dei nonni e la 38esima Rassegna delle Pasquarelle (canti tradizionali di augurio e questua), le passeggiate a dorso d’asinello per i bambini, il ballo tradizionale delle Pupazze (fantocci imbottiti di fuochi d’artificio). Saranno, inoltre, presentati e offerti in degustazione i prodotti e i piatti tipici della Valnerina (farro, roveja, lenticchie, polenta, zuppe allo zafferano di Cascia, etc…).

A Norcia il 17 gennaio dopo la celebrazione della messa presso il monastero delle monache benedettine di Sant’Antonio Abate, i pastori con i loro animali bardati a festa sfilano per la città.

Il 18 gennaio festa grande anche a Santa Maria degli Angeli ove nella piazza della basilica, antica stazione per il cambio dei cavalli, dopo una grande parata di animali si procederà con la benedizione. Seguirà la messa e la distribuzione del pane benedetto. Nei ristoranti cittadini sarà preparato il tradizionale Piatto di sant’Antonio a base di rigatoni, carne in umido, polpette e salsiccie. La tradizione vuole che ogni partecipante al pranzo porti un dolce per poi scambiarlo con quello degli altri presenti.

Anche a Monteleone di Spoleto il 17 gennaio i legnaioli, dopo aver fatto benedire gli animali lasceranno al parroco il loro carico di legna, che servirà per scaldare la canonica durante il lungo periodo invernale.

A Vallo di Nera il 18 gennaio presso la chiesa di Santa Maria benedizione degli animali e pranzo offerto dai santesi organizzatori della festa a base di agnello al forno.

Domenica 18 gennaio si festeggia anche a Scheggino. Dopo la Messa, sul Sagrato della chiesa di San Nicola o nella Piazza principale, il Parroco del paese benedice tutti gli animali che vengono accompagnati dai rispettivi proprietari. Segue generalmente un piccolo rinfresco o aperitivo offerto a tutti i presenti dai Santesi (organizzatori della manifestazione) nell’Aretta di Sant’Antonio. Segue un pranzo in un ristorante locale dove tradizionalmente partecipano solo uomini, in quell’occasione c’è l’elezione dei Santesi che hanno il compito di organizzare la Festa dell’anno successivo.


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