Giuliano Giuman. “Last time”

GIULIANO GIUMAN. LAST TIME
A cura di Fabio De Chirico e Bianca Pedace
Galleria Nazionale dell’Umbria, Università per Stranieri, Museo dell’Accademia di Belle Arti, Perugia
7 febbraio- 12 aprile 2015
Vernissage 6 febbraio ore 17.30 – Galleria Nazionale dell’Umbria

Info e biglietti

Galleria Nazionale dell’Umbria
(Perugia, Corso Vannucci, 19)
apertura mostra: dalle ore 9,00 alle ore 19,00 (giorno di chiusura lunedì)
ingresso: con biglietto della Galleria Nazionale dell’Umbria (euro 6,50 – GRATUITO fino a 18 anni)
Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”
(Perugia, Piazza San Francesco al Prato, 5)
apertura Museo: sabato e domenica
dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17.00
ingresso: con biglietto del Museo dell’Accademia di Belle Arti
GRATUITO fino a 18 anni, studenti Accademia di Belle Arti di Perugia

INFO: Sistema Museo 199 151 123

In occasione dei cinquanta anni di attività di Giuliano Giuman, Perugia tributa all’artista una grande mostra, promossa, d’intesa, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo MIBACT, dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, dal Comune di Perugia, dall’Università per Stranieri di Perugia, dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”. L’evento, curato dal Soprintendente Fabio De Chirico e da Bianca Pedace, si svolgerà dal 7 febbraio al 12 aprile 2015 e si articolerà in più sedi, di elevato valore simbolico, nel centro storico della città: dagli spazi della Galleria Nazionale dell’Umbria e del Comune a Palazzo dei Priori, che ospiteranno il percorso principale, a quelli dell’Università per Stranieri, al Museo dell’Accademia. Lontana da intenzioni celebrative, Last time non sarà un’antologica ma una finestra aperta sulla produzione attuale dell’artista, punteggiata da pochi e mirati rimandi alla sua storia, che si è intrecciata con le vicende più rilevanti dell’arte contemporanea internazionale, dal concettuale al ritorno alla pittura fino alla peculiare cifra musicale. L’esposizione, tesa a costruire un’ipotesi di lettura coerente della nuova stagione creativa, sempre più libera nella inedita freschezza dei lavori in vetro di matrice postconcettuale, è costituita da opere recenti e quasi tutte appositamente realizzate.
Last time, appunto: l’ultima volta creativa (fin qui), in ordine di tempo, ma anche l’ultima mostra ordinata dall’artista nella sua città, come un omaggio reso a un lungo nume tutelare. Last time documenta una fase che per intensità e pienezza, per la sua tensione, rivela l’ispirazione ultimativa e potente della piena maturità, confrontandosi, in modo inusuale e imprevedibile, con temi archetipici dell’umanità di tutti i tempi. Il mito, il sacro, gli elementi, la storia dell’arte, la polis, l’identità: Polifemo ferito nella grotta dei Ciclopi, Narciso riflesso e innamorato di se stesso, Medusa, Apollo alludono a un alfabeto antico dell’immaginario occidentale, così come le opere dedicate alla grande metafora del viaggio. Il sacro e la sfera religiosa, riassunti nella meditazione sottilmente formale e iconografica dell’installazione intitolata Ultima Cena, si accompagnano a una riflessione sulla storia dell’arte, in bilico sulla soglia del museo. Il percorso è visivamente dominato da un’opera misteriosa di dimensioni ambientali, site specific, che modifica la luce della gigantesca sala Podiani.
Tornare a cristallizzare ciò che è essenziale, rastremando i dati, è l’intento emblematicamente riassunto nella serie degli elementi, proposizione filosofica che bilancia la scoperta, definitiva, di una dimensione evolutiva e impermanente dell’identità, sentita invece come mobile, progressiva e soprattutto dialettica. La mostra si conclude con una dichiarata adesione concettuale, che ritorna alle origini dell’itinerario dell’artista: l’affermazione relazionale dell’autoritratto “Io sono le persone che ho incontrato” chiude il cerchio aperto dall’azione partecipativa e relazionale della mostra di Giuman a Palazzo dei Priori nel lontano 1976.

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